La potenza in
corrente alternata sinusoidale
Discipline: ELETTROTECNICA
Translate this page

Consulta anche la nuova versione:
Potenza elettrica
in corrente alternata sinusoidale
Sintesi.
Come viene definita la potenza elettrica nei sistemi in
corrente alternata sinusoidale. Si affrontano e si analizzano, anche
con la dimostrazione analitica, gli importanti concetti di potenza
attiva, reattiva,apparente e di fattore di potenza. La
potenza complessa e il teorema di
Boucherot.
Prerequisiti.
- Grandezze elettriche alternate sinusoidali
- Circuiti RLC serie
- Circuiti
RLC parallelo
Se hai
caricato solo questa pagina puoi desiderare di vedere
la
lezione completa
in una struttura a frames. Ciò ti consentirà di usufruire dei supporti
interattivi predisposti.
Per ripristinare lo stato
iniziale
applet:
in alto a destra
Ottimizzazione:
Firefox
(1280 x 1024), Safari 4
Un click sui link provoca un'azione sulla lavagna. Un
doppio-click in genere l'azione inversa. Versione
a risoluzione inferiore
: 1024
x 768.
1.1 - Definizione di potenza
Chiamiamo potenza la rapidità con cui un qualsiasi
dispositivo
è in grado di produrre o utilizzare l'energia, sotto forma
di lavoro, e cioè
P = ΔL / Δt, dove ΔL,
misurato
in joule, è la quantità di lavoro compiuto o
assorbito nell'intervallo di tempo Δt secondi.
L'unità di misura della potenza è quindi [ J] /
[s] = [W], watt.
1.2 - Potenza elettrica in corrente continua e alternata
In corrente continua la potenza è data semplicemente
dall'espressione
P
= V·I [ W ].
V e I sono costanti nel tempo e, di conseguenza, anche P è
una grandezza costante nel tempo.
In corrente alternata bisogna tener conto del fatto che tensione e
corrente dipendono
dal tempo secondo opportune leggi:
v(t) = VM·sen(ωt+α)
i(t)
= IM·sen(ωt+β)
che sono funzioni sinusoidali del tempo.
Con i cursori
, figura
a sinistra, modifica i parametri delle sinusoidi e
osservane il comportamento.
Ricorda che le grandezze sinusoidali possono essere
rappresentate da una particolare categoria di vettori: i vettori
rotanti attorno ad un punto di origine.
Tutti i vettori hanno
la stessa velocità angolare ω
= 2πf = 2π/T e si
distinguono per la loro ampiezza e fase.
Nei diagrammi
vettoriali, di solito, non si rappresentano gli assi . L'asse di
riferimento per gli angoli è l'asse reale ( asse
orizzontale, ascissa). La proiezione sull'asse immaginario (asse
verticale, ordinata) del vettore fornisce il valore
istantaneo della grandezza. rappresentata.
L'argomento delle funzioni
trigonometriche è un angolo espresso in radianti e
quindi gli angoli di fase α
e β vanno espressi in tale unità di misura. Per
passare da gradi a radianti si può usare la relazione
α
[rad] = α°
· π/180.
Potremo comunque ancora definire una potenza istantanea come prodotto:
p(t)
= v(t)·i(t)
che, come si vede, è ancora rappresentato da una sinusoide,
però con frequenza doppia rispetto
a quella di tensione e corrente.
In relazione al tipo di carico (ohmico, induttivo, capacitivo, ecc),
tensione
e corrente
presenteranno rapporti di fase diversi, fatto che avrà
importanti
ripercussioni sulla potenza.
Nota, infatti, come si modifica la curva
della
potenza
istantanea
variando con i cursori i parametri ampiezza (VM, IM)
e fase (α, β) di
tensione
e corrente.
Per un carico
puramente
ohmico (solo resistenza)
osserviamo che le curve di tensione e corrente sono in fase: zeri,
massimi e minimi si corrispondono. In questo caso la
potenza
istantanea
è una sinusoide di frequenza doppia e tutta
positiva.
Se il carico è
puramente
induttivo (solo induttore) la corrente è in
quadratura in ritardo rispetto alla tensione. La
potenza istantanea
è sempre una sinusoide di frequenza doppia, ma
alternativamente positiva e negativa.
Con carico
puramente
capacitivo (solo condensatore), la corrente è in
quadratura in anticipo sulla tensione, e la
potenza istantanea ha
un andamento simile a quello del caso precedente, ma opposto.
Due sinusoidi sono in quadratura quando sono spostate di
π/2 (90°) l'una
rispetto all'altra. Ciò fa sì che agli
zeri dell'una corrispondano i massimi (minimi) dell'altra.
1.3 - Potenza ed energia
Osserviamo ancora la
curva
della potenza.
Abbiamo detto che P = ΔL/Δt e quindi anche
ΔL = P
·Δt.
Un intervallo di tempo Δt individua
un'area
rettangolare
sotto la sinusoide, con base ωΔt e altezza pari al
valore della potenza istantanea P.
Quest'area, P
·ωΔt,
non è altro che l'energia P
·Δt
o il lavoro scambiati nell'intervallo
di tempo Δt, moltiplicata per la pulsazione ω
( le sinusoidi sono rappresentate in funzione dell'angolo
ωt )
Ora
puoi aumentare
il
numero di intervalli, diminuendo la durata di
Δt :
Sommando gli intervalli fino a coprire tutto il periodo (considerando
Δt molto piccolo)
si ottiene l'
area
della superficie delimitata
dall'asse delle ascisse ωt e dalla
sinusoide.
Essa, una volta divisa per ω, corrisponde alla
quantità di energia scambiata
(prodotta, utilizzata)
in un periodo T.
1.4 - Potenza attiva
Abbiamo visto che l'
area
sotto la curva
p(t)
della potenza
istantanea, corrisponde all'energia che, ad esempio, viene
trasferita dal generatore all'utilizzatore.
La
potenza
media è quel
valore di P, costante nel tempo, che trasferisce la
stessa
quantità di energia (area del rettangolo : ω)
della
potenza istantanea.
Si nota che il valore medio della potenza diminuisce
all'aumentare
dello
sfasamento tra tensione
e corrente. Cioè la potenza
media, e
quindi l'energia trasferita, passa da una valore massimo,
quando
V e
I
sono in fase, al
valore zero
con le grandezze in quadratura.
Puoi
inserire alcuni valori, in gradi, per gli angoli
α e β, fasi
di tensione e corrente ed osservare quali e come variano le grandezze
in gioco.
Potresti,
ad esempio, verificare
che il tipo di carico determina solamente l'angolo tra V ed I . Poni
β=60°. Se
α=30° , di che tipo di carico si tratta? Prova con
altre coppie di valori.
Prima di
proseguire, inserisci i valori opportuni per avere V con fase
0°
ed un carico
puramente ohmico.
Con corrente e tensione
in
fase è facile valutare
la potenza
media Pm,
perchè il rettangolo che presenta la stessa
area limitata
dalla
sinusoide (e quindi la stessa energia)
ha un'altezza pari alla metà del valore massimo della
potenza Pm = (VM·IM) / 2.
Ricordando che i valori efficaci (RMS)
di tensione e corrente
sono
definiti come
V = VM / 2½
e
I = IM / 2½
(l'esponente
½ sta per "radice quadrata di..."), si
può dire che
la potenza attiva è data da:
P = Pm = V·I
[W].
Abbiamo analizzato il caso con corrente e tensione in fase, ma lo
sfasamento tra queste due grandezze può avere un valore
qualsiasi compreso tra -90° e +90°.
In generale la potenza attiva è data da :
P
=
V·I·cos(φ)
espressione per la quale esiste una semplice dimostrazione
analitica basata su noti
teoremi di trigonometria.
Il termine cos(φ)
è detto fattore
di
potenza, spesso indicato con fdp, cosφ
o
anche cosfì.
Il fattore di potenza ha valori compresi tra 0 e 1, se
l'angolo varia tra -90° e + 90° ed è quindi
sempre positivo. Pertanto dal valore
numerico del fdp non si può dedurre il tipo di carico, salvo
il caso di cos(φ) =
1 (corrente e tensione in
fase).
Dovremo allora precisare il tipo di carico aggiungendo rit per
corrente in ritardo sulla tensione, ant
per corrente in anticipo sulla
tensione.
Attribuisci
dei valori a cos(φ) e osserva
l'effetto
su
V e I
, sulla P(t)
e sulla
P media
.
Il fattore di potenza quindi rappresenta il rapporto
tra l'
effettiva Potenza P
che si ottiene dal sistema e la
massima potenza che si potrebbe ottenere con V e I in fase,
chiamiamola S =
V·I (detta
anche potenza apparente).
Quindi
cos(φ) = P / S.
Ad esempio, cos(φ) = 0.8 significa che
si può ottenere una potenza attiva pari all'80% della
Potenza apparente.
.
1.5 - Potenza reattiva
Imposta
ora
il valore di cos(φ) per
avere un carico ohmnico-induttivo
che provochi uno sfasamento in ritardo della corrente sulla tensione ad
esempio di
60°, dopo aver assegnato per la tensione V una fase di
0° .
Osserviamo la sinusoide
della potenza:
per alcuni tratti essa
è negativa.
Se ora rappresentiamo anche tensione e corrente
sullo stesso grafico, possiamo notare che:
- la potenza è negativa quando
tensione e corrente hanno segni (versi) discordi
- la potenza
media è diminuita rispetto al caso con V e I in fase
- il valore della potenza media è
pari a V·I·cos(φ)
L' energia attiva
è la quota utilizzabile per compiere un lavoro, ad esempio
mediante un motore elettrico o che viene dissipata in calore se
l'utilizzatore è una semplice resistenza (effetto Joule). Si
può facilmente notare che l'area che corrisponde all'energia
utile coincide con quella del rettangolo che ha per altezza la potenza
media. Osservando attentamente la figura,
riusciremo probabilmente a notare
che la potenza media è
diminuita proprio della quantità rappresentata
dall'area negativa.
Questo significa che esiste una parte dell'energia che, durante alcuni
intervalli di tempo è diretta
dal generatore (G) verso l'utilizzatore (area positiva),
durante altri, dall'utilizzatore (U) al generatore (area negativa).
La quota di potenza che consente questo scambio bidirezionale di
energia si dice potenza reattiva.
La potenza reattiva non può essere utilizzata per compiere
un Lavoro, in quanto, come si vede, l'energia
positiva (G --> U) è esattamente uguale all'energia
negativa (U --> G) e quindi il valor medio sul periodo sarà
nullo.
Questa energia è funzionale ai sistemi e serve a costruire i
campi magnetici o elettrici
necessari per il funzionamento dei dispositivi stessi.
La potenza reattiva è misurata in VAR,
volt-ampére reattivi.
La questione può essere ancor meglio compresa nei casi di
carichi
puramente
induttivi o
puramente
capacitivi.
a - carico
puramente induttivo
Durante il primo quarto di periodo la corrente è negativa (U
--> G) e passa dal valore massimo a
zero: in questa fase il campo magnetico dell'induttore sta diminuendo
fino a raggiungere il valore zero.
L'energia accumulata dal campo viene restituita al generatore (potenza
negativa).
Nel quarto di periodo successivo, la corrente cresce fino al valore
massimo, la potenza è positiva,
l'energia è diretta verso l'utilizzatore (G --> U) e
serve a costruire il campo magnetico
dell'induttore. Nei quarti successivi le vicende si ripetono a ruoli
invertiti.
b - carico
puramente capacitivo
Nel primo quarto di periodo il condensatore si carica (la corrente
passa dal valore massimo
a zero) e quindi si deve formare il campo elettrico tra le armature.
Infatti l'energia e la potenza sono
positive (G --> U). Nel quarto successivo, invece, il
condensatore si scarica, il campo elettrico progressivamente si annulla
e la sua energia deve essere restituita al generatore. Potenza ed
energia sono quindi negative
(U --> G). Anche qui, nei quarti successivi le vicende si
ripetono a polarità invertite.
Per la potenza reattiva non si può utilizzare il valore
medio sul periodo, come si è fatto
per la potenza attiva, poichè esso è nullo.
Si definisce allora la potenza reattiva come:
Q =
V·I·sen(φ)
(puoi vedere la dimostrazione per
approfondire)
La potenza reattiva ha un segno: essa è considerata positiva
per carichi induttivi
o ohmico-induttivi, negativa per carichi capacitivi o
ohmico-capacitivi.
1.6 - Potenza apparente e triangolo delle potenze
La potenza apparente non ha un vero e proprio significato fisico.
Essa è definita come prodotto di V e I:
S = V·I
viene misurata in volt-ampére [VA] ed è
interessante per le relazioni matematiche
che si possono costruire:
Agendo
sui cursori della lavagna interattiva , osserva come varia il triangolo
delle potenze. Poni particolare attenzione all'aspetto del triangolo
nelle varie situazioni che puoi simulare: carico puramente resistivo,
resistivo-induttivo, ecc.
Se immaginiamo un triangolo che abbia S come ipotenusa, dalle relazioni
precedenti si vede che P e Q ne rappresentano i cateti .
Tale triangolo viene anche detto triangolo delle potenze.
Di fatto si può pensare alla potenza apparente S come alla
massima potenza
generabile o utilizzabile in relazione al tipo di carico.
1.7 - Additività delle potenze: teorema di
Boucherot
Vale per le potenze questo importante teorema che discende da principi
generali come quello della conservazione dell'energia:
La potenza
complessa
globalmente assorbita dalle impedenze di una rete è uguale
alla somma delle
singole potenze complesse assorbite da ciascuna impedenza:
S = S1 + S2
+ S3 + ... + Sn (1)
Questo si traduce in alcune semplici regole di calcolo applicabili a
qualsiasi rete in c.a.:
in una rete elettrica le
potenze attive si sommano tra loro:
P = P1 + P2 + P3
+ ... + Pn
in una rete elettrica le potenze reattive si sommano
algebricamente tra loro:
Q = ± Q1 ± Q2
± Q3 ± ... ± Qn
Il segno dipende dal tipo di carico ( +: induttivo, -: capacitivo).
2 - Approfondimenti e
ricerche, libri
Qualche parola chiave per la ricerca:
"Potenza elettrica", "Electric power", "Fattore di
potenza", "Power factor", "Rifasamento", "Power factor correction",
"Active power", "Reactive power""; "Apparent power", "Misura
della potenza elettrica", "Electric power measurement".
Loading
Rev. 5/12/2010