Grandezze
elettriche sinusoidali
Discipline: FISICA,
ELETTROTECNICA
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Grandezze elettriche sinusoidali - Ebook
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Sintesi: si
discute
di come generare forze elettromotrici alternate
sinusoidali e di come si possano rappresentare queste grandezze
attraverso vettori rotanti di data velocità angolare e fasori.
Si
definiscono le caratteristiche fondamentali : ampiezza, frequenza,
pulsazione, fase, valor medio, valore efficace. Viene infine introdotto
il metodo simbolico che, grazie ai numeri complessi, consente di
trasformare operazioni su sinusoidi in calcolo algebrico.
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1
- Sinusoidi, vettori rotanti, fasori
1.1 - Generazione di
una forza elettromotrice
(fem)
alternata sinusoidale

Pe
r
generare
una fem, secondo la legge
generale dell'induzione elettromagnetica,
dobbiamo
pro
durre
un moto
relativo tra un campo
magnetico
ed un conduttore o un circuito elettrico
(1).
Dovendo mantenere limitate le dimensioni del sistema generatore,
risulta conveniente far ruotare con velocità angolare costante (moto
circolare
uniforme) un conduttore dentro un campo magnetico. Diciamo anche che è
del
tutto indifferente se sia il conduttore a muoversi rispetto al campo
magnetico, o viceversa. Ciò che importa, ai fini della generazione
della fem
indotta, è il
moto
relativo tra
campo magnetico e conduttore.
1.1.1 - La forza di
Lorentz
Una carica elettrica
q
che si muova con velocità
v
entro un campo
magnetico
B
è soggetta ad una forza:
F
= q
v ×
B
detta
forza di Lorentz
(2).
Se
la
velocità e il campo magnetico sono perpendicolari tra loro
avremo
semplicemente:
F = qvB
altrimenti, in generale:
F = qvBsen(α)
dove α è
l'angolo secondo cui il conduttore
taglia
le linee
di
campo magnetiche.
Questa forza separa le cariche elettriche.
Nel nostro esempio
le cariche
positive, se fossero libere di muoversi, sarebbero spinte nella
direzione indicata dalla freccia durante il moto del conduttore; gli
elettroni liberi vengono invece spinti verso la parte opposta.
Nella prima metà di giro si
ha quindi per il conduttore un accumulo di
cariche positive verso l'estremo R (punta della freccia) e un
corrispondente accumulo di elettroni all'altro estremo. La
situazione si inverte nella seconda metà di giro.
Le
cariche separate dalla forza di Lorentz danno origine ad un
campo
elettrico
E
tale che, in condizioni di equilibrio si abbia:
qE = −q v ×
B
in modulo:
qE
= qvBsen(α)
con α che dipende dal tempo secondo la legge: α
= π − ωt, poichè si tratta di moto
circolare uniforme, ma sen(π−ωt) = sen(ωt). Quindi:
qE
= qvBsen(ωt)
il che ci dice che il campo elettrico
all'interno del conduttore è un campo alternato sinusoidale:
E(t)
= vBsen(ωt)
Esso è conseguenza di una continua
oscillazione delle cariche
elettriche provocata dalla forza di Lorentz e dal moto circolare
uniforme del conduttore.
Le
polarità agli estremi del conduttore
variano continuamente con una frequenza pari a
quella
della sinusoide, f = ω/ 2 π, o, se
preferiamo, del
moto circolare uniforme.
In
ogni istante di tempo il campo elettrico
E è
costante su tutta la
lunghezza
l
del conduttore e quindi tra gli estremi del conduttore si manifesterà
una differenza di potenziale (ddp) o fem:
e(
t) =
E·l = vBsen(
ωt)
l
(3)
(non confondiamo e(t), fem o ddp,
con
E(t),
campo elettrico). Quindi per effetto della Forza di Lorentz avremo:
e(t)
= Blvsen(ωt)
che
rappresenta la
differenza di potenziale agli estremi del conduttore.
Questa è la cosiddetta forza
elettromotrice indotta.
1.1.2 -
Ruolo della componente trasversale della velocità

Nel nostro caso il campo
magnetico B, detto anche campo induttore,
è mantenuto costante,
la lunghezza del conduttore
l
(lato
attivo) a sua volta non varia, la velocità
v è costante in
modulo trattandosi di moto
circolare uniforme, l'angolo:
α
= ωt con
ω = 2 π f
dove f
è la frequenza
di rotazione, anch'essa costante in un moto circolare
uniforme.
α, come già detto, è
l'angolo secondo cui il
conduttore
taglia
le linee
di
campo magnetiche e, dal fatto che compare entro la funzione seno,
comprendiamo che se il conduttore si muove parallelamante al campo
non vi
è alcun effetto:
e(t) = Blvsen(0) = 0
si ha invece
l'effetto
massimo se il conduttore
taglia
le linee trasversalmente:
e(t)
= Blvsen(π/2) = Blv
La velocità
periferica può essere scomposta secondo due direzioni: l'una
parallela (o antiparallela) rispetto alle linee di campo e l'altra
perpendicolare a queste ultime.
Solamente la componente
trasversale della velocità è rilevante ai fini della
produzione
della fem indotta; la componente
parallela della velocità invece non ha alcun effetto.
1.1.3
- Verso della forza
elettromotrice indotta

Il verso delle forze elettromotrici è
legato al principio di conservazione dell'energia
che, nel caso dei fenomeni di induzione elettromagnetica è
espresso dalla
legge di
Lenz, secondo la quale:
i
fenomeni
relativi all'induzione
elettromagnetica avvengono con modalità tali da contrastare le cause
che li
hanno generati.
Il segno meno che compare in alcune formulazioni della legge
dell'induzione elettromagnetica ha a che fare con questa legge e quindi
con i
versi (una
volta stabilito convenzionalmente un verso
positivo) delle
grandezze in
gioco.
L'animazione
in lavagna mette in evidenza i versi delle fem che
possono
anche
essere individuati mediante una regola empirica detta
regola della mano destra (o dei
generatori) (4) .
Per
approfondire:
Le leggi di
Faraday, Lenz e i versi delle fem indotte
1.2 - Le sinusoidi
Come è noto una sinusoide è il grafico della
funzione
trigonometrica sen(α) o cos(α)
(5)
in funzione dell'angolo
α, misurato in radianti.
Queste curve sono particolarmente importanti, in Fisica, per la
descrizione dei fenomeni oscillatori, dal moto armonico alle
onde.
Un moto circolare uniforme, ad esempio, dà come
proiezione
una
oscillazione
armonica, che messa in grafico in funzione del tempo è una sinusoide.
Nella rappresentazione matematica dei fenomeni oscillatori di tipo
armonico, α è funzione del tempo secondo una relazione α
= ωt , in cui ω = 2 π f è una grandezza
legata alla
frequenza dell'osclllazione, detta
pulsazione.
D'altra parte la pulsazione ω è definita esattamente come la
velocità angolare di un moto circolare uniforme. Vedremo in seguito
come sarà possibile far corrispondere alle osclillazioni di
grandezze elettriche, moti circolari uniformi di particolari entità
matematiche: i vettori rotanti.
Poichè α è misurato in radianti e t in secondi, le dimensioni
di ω
sono: radianti/secondo [rad/s].
Una sinusoide che descriva un fenomeno oscillatorio avrà una
espressione analitica generale del tipo:
y(t) = YM·sen(ωt
+ φ)
dove YM rappresenta l'ampiezza (l'indice M sta
per Massimo. Y
senza indici indica di solito il valore
efficace), ω = 2 π f è la
pulsazione, f è la frequenza, misurata in Hz, cioè il numero
di osclillazioni nell'unità di tempo e
φ è la fase.
L'unità
di misura di YM dipende dalla grandezza fisica
che si sta
rappresentando: ad esempio se y(t) è una corrente YM
si misurerà in
ampéré, se y(t) è una tensione YM sarà misurata
in volt, e così via.
Si
definisce anche il periodo T = 1/f, tempo necessario per compiere una
oscillazione completa. Se rappresentiamo la sinusoide in funzione
dell'angolo, il periodo è dato da
ωT = 2 π.
Il ruolo
di questi parametri può essere compreso sia
interagendo con la fig.2 , sia leggendo il seguito
della lezione.
1.2.1
- Valor
medio di una grandezza sinusoidale

Diamo ora le importanti
definizioni di
valor
medio e valore efficace di una sinusoide.
Tenteremo di comprendere questi concetti sia dal punto di vista
matematico che fisico.
Immaginiamo che
il grafico della lavagna
rappresenti l'andamento di una corrente i(t) = I
M
sen(ωt), alternata sinusoidale. La definizione di corrente elettrica è
i = ΔQ/Δt, dove ΔQ è la quantità di carica elettrica che
attraversa una sezione del conduttore nel tempo Δt. Disegnamo
sotto la curva
un
rettangolo di base Δt e di altezza i(t
1)
il valore istantaneo
della corrente al tempo t
1, ad
esempio. L'area di questo rettangolo, i(t)
·Δt,
è proprio la quantità di carica che fluirebbe nel circuito se durante
questo intervallo temporale la corrente rimanesse costante al valore i(t
1):
ΔQ = i(t
1)
·Δt.
Aumentando il numero degli intervalli e quindi dei rettangoli
sotto la prima semionda,
osserviamo che si giunge a calcolare, con sempre migliore
approssimazione, l'area delimitata dalla curva e dall'asse dei tempi.
Nella
casella sottostante seleziona il numero di intervalli con cui
suddividere l'asse temporale. Osserva come si approssima l'area
all'aumentare di questi.
Se l'intervallo
Δt
diventa sempre più piccolo, lo si fa tendere cioè a zero, si ha come
risultato finale il valore esatto dell'
area sottesa dalla
curva in un semiperiodo che, si può dimostrare, vale 2
·I
M/ω.
Per chi conosce il calcolo differenziale questa è la dimostrazione
analitica:

Nel nostro caso avendo preso ω = 1 otterremo che
l'area nel semiperiodo vale semplicemente 2
·I
M.
Dalle
considerazioni precedenti concludiamo che quest'area rappresenta la
quantità di carica elettrica che fluisce in una certa direzione.
Possiamo ripetere il discorso per il secondo semiperiodo della
sinusoide e calcolarne allo stesso modo l'
area
Otteniamo
però in questo caso un'area negativa. Ciò è comprensibile dal punto di
vista matematico, in quanto l'altezza dei rettangoli è un segmento
negativo.
Dal punto di vista fisico l'area negativa raprresenta non
tanto una carica negativa, quanto piuttosto una carica che fluisce in
verso opposto alla prima. Questo ci dice che se osserviamo la carica
che attraversa una certa sezione del conduttore per un intero periodo
registreremo un flusso totale di carica pari a zero, perchè tanta
carica fluisce in una direzione, quanto altrettanta nella direzione
opposta. La carica totale che ha attraversato la sezione del conduttore
in un periodo di oscillazione della corrente è nulla, così come l'area
totale delimitata dalla sinusoide.
Come definiamo allora il valore medio di una sinusoide?
L'interpretazione
fisica ci può aiutare. Se la sinusoide rappresenta una corrente, il suo
valor medio è una corrente costante nel tempo (una corrente continua)
che trasporti, in un dato intervallo di tempo, la stessa quantità di
carica.
Se l'intervallo di tempo considerato è il periodo T, il valor medio è
chiaramente nullo.
Per questo motivo si definisce, per la sinusoide un
valor medio su mezzo periodo,
anzi, quando si parla di valor medio di una sinusoide si intende
proprio il valore medio sul semiperiodo.
Abbiamo allora per I
m, valor medio della
sinusoide sul semiperiodo:

Cioè, essendo 2/π = 0,637, I
m = 0,637
·I
M.
1.2.2
- Valore efficace (RMS) di
una grandezza sinusoidale
Immaginiamo ora di moltiplicare la sinusoide per se stessa, cioè di
valutare e rappresentare la funzione
i2(t)
= IM2
sen2(ωt). Ad un primo esame
la curva risultante sembra essere a sua volta una sinusoide, ma ciò
deve essere dimostrato. In effetti una nota relazione trigonometrica
permette di affermare che sen
2(ωt)
=

e quindi:

nella quale individuiamo una componente costante nel
tempo: I
M2 /2;
e una cosinusoide di pulsazione 2ω e ampiezza I
M2
/2 : −(I
M2
/2) cos(2ωt) = (I
M2
/2) cos(2ωt±π).
Si noti come abbiamo assorbito il segno meno nella fase ±π.
Riscriviamo allora l'espressione precedente:

Abbiamo quindi una cosinusoide traslata della
quantità I
M2/ 2
e di frequenza doppia rispetto a
i(t).
Supponiamo che la corrente i(t) attraversi una resistenza R. Possiamo
allora rappresentare la potenza
p(t)
= R i2(t), che ha ovviamente lo stesso
andamento di i
2(t) essendo R una costante (se
trascuriamo la variazione dovuta alla temperatura).
Con un procedimento analogo al precedente possiamo calcolare l'
area delimitata dalla
curva R
·i
2(t).
Le dimensioni di quest'area sono [Potenza x tempo] e quindi si tratta
di un'energia: l'energia che, per effetto Joule viene dissipata in
calore sulla resistenza R percorsa dalla corrente i(t).
Il
valor medio di R·i2(t)
è rappresentato dall'altezza di un rettangolo, con base il periodo, di
valore pari a metà del valore
massimo. Si può facilmente osservare che l'
area sotto la sinusoide
è uguale a quella del rettangolo se si pensa di
riempire
i vuoti
del rettangolo con le parti di sinusoide non contenute nel rettangolo.
Essendo allora l'altezza del rettangolo pari a R
·(II
M2/2)
e
I
M2/2 = (I
M/√
2)
·(I
M/√
2),
definiamo il
valore
efficace di i(t) come : I = I
M/√
2.
Vediamo ora una dimostrazione analitica di quanto detto.
Calcoliamo dapprima l'
area sotto la curva i
2(t):
e quindi il valor medio di quest'area, che è il valore
efficace (indicato semplicemente con
I, senza nessun indice):
1.3 - Rappresentazione vettoriale delle sinusoidi
: i vettori
rotanti
Le
sinusoidi
possono essere rappresentate da una particolare categoria di vettori: i
vettori
rotanti di data velocità angolare ω.
Nella
lavagna a sinistra spunta la casella 'proiezione
di E1'.
Osserva il vettore E1
che ruota con la stessa velocità angolare del
conduttore.
La
proiezione di E1
sull'asse delle ordinate rappresenta il valore
della tensione E1
in un dato istante (valore istantaneo ).
Proiettando il vettore
E1
sull'ordinata e mettendo in grafico questi valori in funzione degli
istanti di tempo corrispondenti otteniamo proprio la sinusoide e
1(t).
La rappresentazione delle sinusoidi
attraverso i vettori rotanti è particolarmente utille, come
vedremo, per eseguire calcoli sulle sinusoidi
stesse.
Ad esempio, dovendo sommare due sinusoidi occorrerebbe procedere al
calcolo della somma per ogni punto (per ogni istante) e quindi alla
rappresentazione della sinusoide risultante. Come si capisce si tratta
di un procedimento molto laborioso.
Se fosse possibile trasformare operazioni sulle sinusoidi in
operazioni che sappiamo eseguire sui vettori (somma , sottrazione,
prodotto scalare, prodotto
e divisione per uno scalare, ecc) , la semplificazione sarebbe notevole.
In primo luogo occorre che non vi siano possibili ambiguità
nella corrispondenza sinusoide<−−>vettore. Ovvero non
deve essere possibile che uno stesso vettore rappresenti più sinusoidi,
o che inversamente, una sinusoide possa corrispondere a più vettori.
Occorre cioè che la corrispondenza sia biunivoca.
Se facciamo corrispondere:
- la velocità angolare ω= Δα/Δt del vettore
con la pulsazione ω=2πf
della sinusoide;
- il modulo del vettore con l'ampiezza della sinusoide;
- la fase del vettore con la fase della sinusoide
non vi è alcuna possibile ambiguità.
1.3.1 - Pulsazione e
frequenza
Grandezza legata alla
frequenza dalla
relazione ω = 2 π f. La frequenza è il numero di osclillazioni
nell'unità di tempo. Si misura in Hz [hertz].
La pulsazione della
sinusoide corrisponde alla velocità angolare del vettore rotante.
Agendo sul cursore della
frequenza modifica questo parametro. Puoi constatare
immediatamente che ad un aumento della frequenza corrisponde un
incremento della velocità di rotazione e viceversa. In
verità dal puno di vista fisico è corretto dire che: la variazione della velocità di
rotazione del rotore del generatore produce una variazione
della frequenza.
A rotore fermo , spuntando la 'visualizzazione permanente'
delle sinusoidi, osserva bene qual è l'effetto della
variazione di frequenza sulle sinusoidi stesse. Noterai anche che al
variare della frequenza il modulo del vettore e l'ampiezza della
sinusoide cambiano. Perchè?
1.3.2 - Ampiezza
E' il valore massimo che può assumere la
sinusoide. Nel nostro caso I
M.
L'ampiezza della sinusoide
corrisponde al modulo del vettore rotante
corrispondente.
Puoi
modificare l'ampiezza ad esempio variando l'intensittà del campo
magnetico induttore (click sul pulsante 'Intensità Campo B'
). Esistono
altri modi per variare l'ampiezza?
1.3.3 - Fase
Angolo che determina il valore
iniziale della sinusoide.
La fase della
sinusoide corrisponde a quella del vettore rotante.
Inserisci
alcuni
valori, in gradi, per l'angolo di fase φ (
-90°<φ<
90°). Osserva
come varia la situazione iniziale (quella da cui si inizia a contare il
tempo).
Un
click sul pulsante 'φ'
fa comparire un cursore con il quale puoi far variare con
continuità la fase. Fai partire la rotazione e arrestala in modo da
visualizzare la sinusoide. Osserva l'effetto del cambiamento di fase.
Usiamo
la misura in gradi degli angoli perchè abbiamo maggiore familarità con
essa. Ricordiamo tuttavia che nelle funzioni trigonometriche è corretto
usare la misura in radianti
Se si sono completate le azioni suggerite si sarà
sicuramente notato che la fase determina il valore istantaneo che
assume
la sinusoide
alla
partenza, cioè all'istante iniziale.
Cosa significa?
Se
inseriamo un valore di fase, ad esempio di 30°, notiamo che al tempo
t=0, cioè nell'istante in cui cominciamo ad osservare il fenomeno (e
facciamo partire il conteggio del tempo), la sinusoide
parte con
un valore corrispondente a sen(30°) - meglio sen(π/6) - e il
conduttore si trova anch'esso ad un angolo di 30°, ωt = π/6. In altre
parole,
quando inizio ad osservare la sinusoide il conduttore ha già coperto un
angolo di 30°.
Il vettore rotante corrispondente, a sua volta, forma un angolo di 30°
con l'asse di riferimento: l'asse delle ascisse, o l'asse reale come
vedremo, che spesso non viene rappresentato nei diagrammi vettoriali.
Ancora: una fase di −30° indica che
inizialmente e(t=0) = sen(−π/6). Il conduttore deve
percorrere 30°
prima di ripassare per l'origine (0°) della rotazione. Il
vettore rappresentativo si trova inizialmente a
−30°.
In generale allora una grandezza sinusoidale sarà
rappresentata da:
e(t)
= E
·sen(ωt
+
φ)
dove E è l'ampiezza della sinusoide (ed anche il modulo del vettore
rotante) e φ è la fase.
1.3.4 - Anticipo e
ritardo
E' uso comune dire che una
sinusoide è in anticipo se presenta una fase positiva, in ritardo se la
fase è negativa.
Bisogna ovviamente precisare il riferimento: la sinusoide è in anticipo
o in ritardo rispetto a cosa?
Il riferimento, come sembra ovvio, è una sinusoide con fase 0° o 0
radianti.
Si comprende bene questo aspetto se, visualizzata la sinusoide,
spostiamo il cursore φ a destra
(anticipo) o a sinistra (ritardo). Nel primo caso la sinusoide si
sposta verso sinistra (i valori istantanei anticipano quelli
corrispondenti della sinusoide con φ=0). Nel secondo
la sinusoide si sposta verso destra (i valori
istantanei ritardano
rispetto ai valori corrispondenti della sinusoide con φ=0).
Se rappresentiamo contemporaneamente più
sinusoidi, interessa anche
definire uno sfasamento reciproco, cioè dire di quanto è
sfasata in anticipo o in ritardo
una sinusoide (un vettore) rispetto all'altra.
Spunta la casella 'Una Spira'.
Compare un secondo lato attivo S. Per avere la massima fem
prodotta il secondo lato deve essere simmetrico al primo rispetto
all'asse di rotazione . Un click
sul pulsante 'θ' visualizza il cursore θ con il
quale si può modificare l'angolo di S rispetto ad R e quindi l'angolo
di fase di E2 .
Detti allora
φ [phi] e
ψ [psi] gli
angoli di fase rispettivamente di E1 ed E2
, avremo:
e
1(t)
= E
·sen(ωt
+
φ)
e
2(t)
= E
·sen(ωt
+ ψ
)
Visualizza
i
valori, in gradi, per gli angoli di fase φ e
ψ .
Modifica i valori con i cursori φ
e θ e premi il
pulsante per ottenere il valore numerico delle fasi in gradi e
radianti.
Ricorda: φ
è
la fase di E1
ed è anche
l'angolo
che R forma inizialmente con l'origine. Una sua variazione provoca la
rotazione di uno stesso angolo anche di S.
θ è
l'angolo di S rispetto a R (normalmente 180° in casi simili :
campi induttori bipolari, cioè con una sola coppia di poli
magnetici N-S). Una variazione di θ comporta una
rotazione del solo conduttore S
Lo
sfasamento
tra le due sinusoidi è dato
dall'angolo: β =
φ
− ψ, se si vuole lo sfasamento di e
1(t)
rispetto a
e
2(t), oppure β
=
ψ
−
φ,
per lo sfasamento di e
2(t)
rispetto a e
1(t).
Se |β| = π/2 (90°) si dice che le sinusoidi sono in
quadratura (in
anticipo o in ritardo).
Ad esempio, se
φ = 30° e ψ =
−60° , β = 90° e
e
1(t)
è in
quadratura in
anticipo su
e
2(t).
Spesso in Fisica, nello studio
delle oscllazioni, si preferisce rappresentare le sinusoidi mediante la
funzione coseno, e
1(t) = E
M
cos(ωt+ ψ).
In tal caso è sufficiente considerare la proiezione del
vettore
sull'ascissa, anzichè sull'ordinata e dare alla fase ψ il
valore
ψ = φ − π/2 (E
M= B
lv).
1.4 - I fasori
Abbiamo visto come sia possibile rappresentare sinusoidi
tramite vettori rotanti. Anzi abbiamo potuto stabilire che
sotto certe condizioni esiste una corrispondenza biunivoca tra questi
vettori e le sinusoidi.
Una condizione fondamentale per questo tipo di rappresentazione è l'
isofrequenzialità:
delle sinusoidi e corrispondenti vettori rotanti. Questo ci libera
dalla dipendenza temporale, p
oichè
tutti i vettori ruotano con la stessa velocità, e quindi la grandezza è
perfettamente determinata dal vettore all'istante iniziale.
Possiamo allora creare una corrispondenza biunivoca tra
l'insieme delle sinusoidi isofrequenziali e i
fasori ,
cioè la rappresentazione del vettore rotante al'iistante iniziale. Un
fasore è quindi caratterizzato solamente da ampiezza (modulo) e fase.
Un fasore
Y
può essere rappresentato in
forma
polare (forma di Steinmetz):
Y = Y ∠α°
dove
Y è il modulo del vettore e α è la fase
espressa in gradi. Il segno ∠ indica
l'angolo.
Normalmente il modulo del fasore è dato dal valore efficace della
grandezza sinusoidale :
Y = Y
M/ √2.
Visualizza il fasore
di E1 .
Nota che
il modulo è ridotto del fattore √2 rispetto al
modulo di E1 .
Attribuisci
un valore di fase diverso da zero in gradi :
Visualizza
ora il fasore
di E2 . Anche
qui puoi inserire il valore di un angolo di fase.
Riassumendo:
i fasori sono vettori fissi. Essi conservano l'informazione dello stato
iniziale. Poichè le grandezze sono isofrequenziali esse evolveranno nel
tempo tutte allo stesso modo, quindi ai fini dello studio del sistema è
importante solo lo stato iniziale. Tuttavia non tutti i sistemi sono
descrivibili con i fasori isofrequenziali. Solamente i sistemi lineari
soddisfano i requisiti necessari per questo tipo di rappresentazione.
I
fasori hanno un ruolo importante nel calcolo dei circuiti in corrente
alternata mediante il metodo simbolico e i numeri complessi.
1.5 - Sinusoidi e numeri complessi
L'analisi dei circuiti in corrente alternata basata su operazioni
tra sinusoidi non è praticamente proponibile. Fortunatamente abbiamo
già evidenziato la corrispondenza tra sinusoidi e fasori, il che ci
consente di tradurre operazioni matematiche tra sinusoidi in operazioni
matematiche tra fasori. L'algebrizzazione di queste operazioni comporta
un ulteriore passaggio che riguarda l'introduzione del calcolo
complesso.
Figura 2 -
Vettori e numeri complessi
Abbiamo detto della rappresentazione vettoriale dei
numeri
complessi (1.2.2), giungendo alla conclusione che ogni numero
complesso può essere rappresentato sul piano di Argand-Gauss
mediante un vettore. Il fasore, come si è detto, rappresenta
un vettore rotante congelato
nel suo stato iniziale, e generalmente con modulo pari al valore
efficace della grandezza. Il fasore è caratterizzato da ampiezza e
fase, cui corrispondono il modulo √
a2+b2
e l'argomento β del numero complesso (figura 2).
Una
sinusoide y(t) di pulsazione ω potrà allora essere rappresentata
dal numero complesso a+jb se: y(t) = √
a2+b2 sin(ωt
+ β), quindi abbiamo la corrispondenza:
a+jb
↔ √a2+b2 sin(ωt
+ β)
oppure, in forma polare:
√a2+b2
ejβ ↔ √a2+b2 sin(ωt
+ β)
L'
argomento β si ricava dal rapporto tra parte immaginaria b e
parte
reale a del numero complesso, essendo β = arctan(b/a).
Queste corrispondenze stanno alla base del metodo simbolico, o analisi
fasoriale, per il calcolo dei circuiti elettrici in corrente alternata
sinusoidale.
2 - Le basi del
metodo simbolico
Nell'ipotesi che il lettore abbia dimestichezza con i
numeri
complessi e con la
formula
di Eulero diamo qui le basi matematiche del metodo
simbolico per l'analisi dei circuiti in corrente alternata sinusoidale.
Il metodo simbolico consiste appunto nella rappresentazione di
grandezze sinusoidali mediante fasori e numeri complessi.
Scriviamo la seguente funzione complessa
(6):
(2.1)
Y(t)
= A[cos(ωt + φ) + j sin(ωt + φ)]
La parte reale e la parte immaginaria sono rispettivamente:
Re[
Y(t)] = A cos(ωt
+ φ)
Im[
Y(t)] = A sin(ωt
+ φ)
Entrambe possono descrivere una oscillazione armonica.
Normalmente
si considera che la parte reale di (2.1) rappresenti il fenomeno
fisico, mentre non si attribuisce significato fisico alla parte
immaginaria.
Quindi se (2.1) rappresentasse la forma complessa
di una corrente, la grandezza fisica intensità di corrente sarebbe data
da:
i(t) =
Re[
Y(t)] = A cos(ωt
+ φ)
Tuttavia
nello studio elementare dei circuiti in alternata risulta più immediato
utilizzare la funzione seno, che equivale ad attribuire
significato fisico alla parte immaginaria di
Y(t):
i(t) = A sin(ωt + φ)
principalmente
perchè, per ottenere i valori istantanei della
grandezza sinusoidale, risulta più comodo proiettare i vettori rotanti
sull'ordinata.
La sostanza comunque non cambia dato che le funzioni coseno e seno si
ottengono una dall'altra grazie ad uno sfasamento di
π/2:
cos(ωt + φ −
π/2)
= sin(ωt + φ)
Utilizzando la formula di Eulero, la (2.1) può essere
riscritta così:
(2.2)
Y(t)
= A e
j(ωt + φ)
e per note proprietà dell'esponenziale:
(2.3)
Y(t)
= A⋅e
jφ ⋅e
jωt =
A⋅[cos(φ) + jsin(φ)]⋅[cos(ωt) + jsin(ωt)]
con la quale abbiamo separato la dipendenza dal
tempo e
jωt dalla parte fasoriale: A⋅e
jφ.
Diciamo allora :
(2.4)
Y(t)
=
Y
⋅e
jωt
in cui:
(2.5)
Y = A⋅e
jφ
= A⋅[cos(φ) + jsin(φ)]
rappresenta il fasore.
Da (2.3) è anche evidente che:
(2.6)
Y(0) = A⋅e
jφ
⋅e
jω0 = A⋅e
jφ ⋅1
= A⋅e
jφ =
Y
che
dimostra quanto dicevamo prima: il fasore rappresenta lo stato iniziale
del vettore rotante (a meno della eventuale trasformazione
dell'ampiezza in valore efficace).
Poichè la dipendenza dal tempo e
jωt è
comune a tutte le grandezze (le sinusoidi hanno tutte la stessa
frequenza) le relazioni reciproche tra di
esse coinvolgono
solamente i fasori. Questo permette di algebrizzare tutte le operazioni
attraverso l'uso dei numeri complessi.
La somma e la differenza di
sinusoidi si traducono immediatamente nella somma o differenza di
fasori e quindi di numeri complessi.
Qualche considerazione in più merita il prodotto di sinusoidi
.
Il metodo
simbolico comporta la rappresentazione mediante numeri complessi di:
- sinusoidi vere e proprie;
- operatori che trasformano sinusoidi in altre di
diverso tipo e caratteristiche
Il primo punto è già stato sviluppato.
Se moltiplichiamo il fasore (2.5) per un numero complesso
Z=a+jb = z e
jβ
(2.7)
ZY = Z e
jβ A⋅e
jφ
= Z e
j(β+φ) = Z A⋅[cos(φ+β) +
jsin(φ+β)]
otteniamo un nuovo fasore di modulo ZA, ruotato di β radianti rispetto
a Y.
In questo senso consideriamo
Z
un operatore che modifica modulo e fase del fasore.
Se
Z ha
anche dimensioni fisiche, il risultato della sua applicazione su
Y sarà anche una
modifica del tipo di grandezza fisica. Ad esempio se
Y fosse una corrente
e
Z fosse
una grandezza con dimensione l'ohm,
ZY
sarebbe una grandezza misurata in volt, cioè una tensione.
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Rev. 08/03/2012
(1) In
realtà campi
elettrici e quindi differenze di potenziale possono essere create da
variazioni
nel
tempo di campi magnetici, indipendentemente dalla presenza o meno di
conduttori e/o circuiti elettrici.
(2) Il prodotto tra vettori rappresentato dall'
operatore
×
(in Europa si usa anche il simbolo

) è il
cosiddetto prodotto vettoriale: esso è
un vettore perpendicolare al piano individuato dagli operandi
v e
B, di modulo vBsen(
α), dove
α è
l'angolo tra i vettori v
e B.
(3) E·l è il
cossiddetto prodotto scalare tra vettori (pensando l come vettore
spostamento: E·l = E·
l·
cos(β)
, dove
β
è l'angolo eventualmente formato dal vettore campo e dal vettore
spostamento.
(4) Pollice, indice e medio della mano destra
sono disposti
perpendicolarmente tra loro (a formare una terna destrorsa).
Il
pollice indica il verso della velocità, l'indice quello del campo
magnetico (Nord-Sud), il medio dà il verso della forza elettromotrice
indotta
. 
(5) In tal caso, a volte detta cosinusoide. Ricordiamo che
la funzione cos(α) = sen(α+π/2) e quindi il grafico di
cos(α) è, a tutti gli effetti, una sinusoide.
(6) Usiamo il carattere in grassetto
Y per rappresentare
i numeri complessi oltre che i vettori. In alternativa può essere usato
il carattere sopralineato
Y. L'unità
immaginaria i è qui chiamata j come è d'uso in Elettrotecnica ed
Elettronica.