Le leggi di
Faraday, Lenz e i versi delle fem indotte
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1.1 - La legge di Faraday - Lenz o dell'Induzione
elettromagnetica
Per procedere con questo argomento carica, se non già
presente, la
lavagna iniziale.
L'espressione
matematica
della legge di Faraday (Michael Faraday, 1831) è :
e(t)
=
−ΔΦ(t)/Δt o, più precisamente dal punto di vista
dell'analisi matematica
,
e(t)
=
−dΦ(t)/dt: la fem indotta è data dalla derivata rispetto al tempo del
flusso. Essa
riassume le evidenze sperimentali studiate per primo da Faraday
affermando che:
"
Una
forza elettromotrice indotta è prodotta in un circuito elettrico,
ogniqualvolta un flusso magnetico con esso (circuito) concatenato varia
nel tempo e l'effetto è tanto maggiore quanto più rapida è la variazione".
il segno meno che compare nella legge è
correlato alla
legge di Lenz, secondo la quale:
"
I fenomeni
legati all'induzione
elettromagnetica avvengono con modalità tali da contrastare le cause
che li
hanno generati".
1.2 - Verso positivo della forza
elettromotrice indotta
Il
segno meno dice che la fem indotta è opposta alla variazione di flusso.
Questa affermazione necessita però di un chiarimento. Cosa vuol dire
esattamente che la fem è opposta alla variazione di flusso?
La
fem (come qualunque differenza di potenziale) ha un verso, pur non
essendo un vettore. Tale verso è determinato - istante per istante -
dalla polarità, cioè dalla posizione reciproca delle cariche
positive e negative in un certo tratto del circuito che stiamo
esaminando
(1)
. Normalmente indichiamo graficamente la fem con una freccia che punta
verso la distribuzione delle cariche positive così come abbiamo fatto
nella nostra animazione.
Se esiste un circuito chiuso la fem fa sì che si formi una corrente
elettrica che convenzionalmente
(2) segue
il verso

imposto dalla fem. Questa corrente crea un
campo magnetico e quindi un flusso concatenato con il circuito, che
chiamiamo
flusso
indotto. Il flusso che subisce la variazione nel
tempo e che compare nella legge di Faraday viene chiamato invece
flusso induttore.
Il
flusso indotto deve avere un verso tale da opporsi alla variazione del
flusso induttore. Ad esempio: se il flusso induttore sta aumentando
ΔΦ = Φ
finale − Φ
iniziale
>0, la fem sarà negativa. Cosa vuol dire?
Dobbiamo stabilire un verso della fem che consideriamo positivo.
E'
positivo il verso di una fem che agendo in un circuito chiuso farebbe
circolare una corrente che produca un campo
magnetico
concorde con il campo induttore.
Osserviamo la situazione
rappresentata nella figura: il verso delle fem sui due lati attivi
farebbe circolare una corrente (in senso orario). Questa
corrente
produce un campo magnetico diretto secondo il vettore applicato al
centro della superficie (regola di Maxwell). Il campo magnetico così
creato ha almeno una componente diretta secondo il verso del campo
induttore (N-S). In questo caso il verso della fem è
considerato
positivo sia su R che su S.
1.3 - La legge di Lenz e i versi delle fem indotte
Come abbiamo visto i versi possono sempre essere
determinati attraverso la forza di Lorentz
F =
q
v ∧
B,
unica possibilità quando, come nell'esempio di conduttore
singolo , non è possibile individuare un circuito elettrico ed
una
superficie da esso delimitata.
Se
invece esiste un circuito che delimiti con il suo perimetro una
superficie, possiamo applicare direttamente la legge di Faraday e(t)
=
−ΔΦ(t)/Δt e cercare di dedurre i versi ragionando su di essa e la legge
di Lenz.
Spuntando
la casella 'Una
spira' nella lavagna interattiva, e quindi su
'Superficie',
possiamo visualizzare i due lati
attivi tra loro
connessi che individuano una spira e la superficie da essi delimitata.
Il circuito può essere completato dagli anelli e spazzole con cui si
collegano utilizzatori esterni al generatore.
Il cronometro stilizzato in
alto rappresenta lo scorrere del tempo.
Possiamo
anche evidenziare una linea temporale che permette di 'far scorrere'
manualmente il tempo (conviene cliccare sul punto t e poi usare i tasti
cursore per produrre la variazione).
Il flusso magnetico che attraversa la superficie varia
secondo la legge Φ(t) = B·S·cos(ωt). Se r è il
raggio del cilindro che rappresenta il rotore avremo:
Φ(t) = B·
l·2r·cos(ωt).
Infatti se la superficie è inclinata rispetto alla direzione delle
linee di campo, per calcolare il flusso è necessario proiettare la
superficie su di un
piano normale
alle linee di campo. La superficie è data da S = 2r ·
l
, la superficie proiettata, come si vede dalla figura, è
data da: S' = 2r ·
l·cos(ωt).
In figura
2 trascina
il punto R per vedere come varia S'.
Il
vettore normale alla superficie (colore giallo-arancione) ha
modulo uguale all'area della superficie stessa ed è un modo per
rappresentare vettorialmente la superficie (che ha una orientazione
nello spazio) Il verso è quello individuato dalla regola di
Maxwell (vite destrorsa) una volta assegnato un verso di percorrenza
della linea perimetrale.
Infatti
il flusso dipende dalla quantità di linee di campo che attraversano
effettivamente la superficie. Si può constatare che la
quantità
delle linee che attraversa la superficie inclinata è la stessa che
attraversa la
superficie normale.
Vediamo ora di applicare la legge di Faraday per determinare
l'espressione della fem indotta e i versi.
Stabilito un istante iniziale t, ed uno finale
t + Δt , in cui Δt è un intervallo di
tempo
molto piccolo, avremo :
Sulla base di quanto precedentemente discusso, scriviamo i valori del
flusso agli istanti iniziale e finale:
Φ
fin = Φ(t + Δt) = B·
l·2r·cos(ωt
+ ω Δt)
Φ
iniz = Φ(t) = B·
l·2r·cos(ωt)
Calcoliamo quindi la variazione di flusso:
ΔΦ = 2B·
l·r
[ cos(ωt + ω Δt) − cos(ωt)]
Applichiamo ora l'dentità trigonometrica per il coseno di un
angolo somma:
cos(ωt + ω Δt) = cos(ωt) cos(ω Δt) − sen(ωt) sen(ω Δt)
Ora
se immaginiamo che Δt sia un intervallo di tempo
piccolissimo (tendente a zero) , anche il prodotto
ω
Δt sarà molto piccolo.
Sappiamo però che cos(angolo piccolo) ─> 1 e
sen(angolo piccolo) ─> angolo
Quindi:
per Δt ─> 0 avremo: cos(ω Δt)
~ 1 e
sen(ω Δt)
~ ω Δt
Verifichiamo
quanto appena detto. Attribuisci all'angolo ωΔt valori
in radianti progressivamente più piccoli e verifica che effettivamente
il coseno
tende al valore 1 mentre il seno tende al valore dell'angolo (usa il
punto invece della virgola decimale).
Questa proprietà può essere anche ricavata da considerazioni sulle
definizioni di seno e coseno Lavorando con l'applet qui a lato
(trascina il punto A) sei in
grado di dare una dimostrazione?
.
La differenza in parentesi quadre della precedente formula
per
ΔΦ diviene:
cos(ωt + ωΔt) − cos(ωt ) = cos(ωt)cos(ω
Δt)−sen(ωt)sen(ω Δt)−cos(ωt) =
= cos(ωt)·1 − sen(ωt) ω Δt −
cos(ωt ) = − sen(ωt) ωΔt
Quindi per la variazione di flusso avremo:
ΔΦ = 2B·
l·r
[ − sen(ωt) ω Δt] ,
che conviene riordinare in questo
modo:
ΔΦ = − 2B·
l·ω·r
sen(ωt)·Δt
ma ω·r = v è la velocità periferica dei lati
attivi, dunque:
ΔΦ = − 2B·
l·v
·sen(ωt)·Δt
applichiamo ora la legge di Faraday:
| e(t)
= |
|
ΔΦ(t) |
|
−2B·l·v
·sen(ωt)·Δt |
= 2B·l·v
·sen(ωt)· |
| − |
|
= − |
|
|
Δt |
|
Δt |
Notiamo intanto che riotteniamo la formula B·
l·v
·sen(ωt) moltiplicata però per il fattore 2. Ciò è
giustificato
dal fatto che nella spira sono due i lati attivi su cui si forma una
fem indotta. Dal punto di vista vettoriale le due fem sono in
opposizione di fase, ma dal punto di vista circuitale esse sono
concordi ed equivalenti a due generatori in serie.
Ciò porta al raddoppio della fem indotta.
1.3.1 - Versi delle fem indotte
Vediamo ora come la legge di Faraday-Lenz consenta anche di
determinare i versi delle fem indotte.
A tale proposito consideriamo il primo quarto di giro ( 0°
< ωt
<
90°). Si può notare facilmente (vedi anche
figura
2) che la
proiezione normale della superficie diminuisce, ciò significa che il
flusso induttore concatenato
sta diminuendo. Il flusso indotto si deve opporre alla variazione del
flusso induttore. Ciò vuol dire che il campo indotto dovrà avere una
componente concorde con il campo induttore. I versi sono quelli
presenti nella figura 2. In base alla
convenzione
sul verso positivo che abbiamo precedentemente esposto, i
versi delle fem coincidono con quelli positivi.
Consideriamo ora il secondo quarto di giro ( 90°
< ωt
<
180°). Il flusso concatenato sta aumentando (aumenta la superficie
normale), ma ilverso delle fem nei lati attivi non cambia. In questo
modo infatti il campo indotto presenta una componente contraria al
verso del campo induttore e così si oppone all'aumento di flusso.
Nell'applet
di figura 2 puoi vedere il verso del campo indotto.
Attenzione.
Questo campo esiste solo se nella spira può circolare una corrente che
abbia i versi indicati sui lati attivi. Quindi la spira deve
formare un circuito chiuso con l'esterno.
Procedi nell'analisi dei versi fino a completare un giro ( 2° e 3°
quarto)
(1) Tuttavia,
come già detto, non è essenziale la presenza di circuiti elettrici o
conduttori per la formazione di campi elettrici e differenze di
potenziale conseguenti.
(2) Ricordiamo che nei conduttori i portatori
mobili di carica sono gli elettroni
.
La corrente convenzionale è definita come quella corrente prodotta da
corrispondenti cariche positive che si muovano con velocità di deriva
uguale e contraria a quella degli elettroni che costituiscono la
corrente reale. La corrente convenzionale è quindi opposta a quella
reale 
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